I volontari

L’esempio di TrevisoAIL:
la storia raccontata dal primario dell’Ematologia di Treviso,
dottor Filippo Gherlinzoni

AIL Treviso: la speranza che viene dal Nord-Est.


Di Filippo Gherlinzoni, responsabile dell’Unita Operativa di Ematologia Presidio Ospedaliero Ca’ Foncello


La lunga storia di TrevisoAIL e dell’ Ematologia nel capoluogo della Marca parte nel 1986, quando la signora Teresa Pelos, in memoria del figlio unico Benedetto, perduto per leucemia acuta a 15 anni, decise di dedicare tutte le sue energie, a favore di una associazione che nel trevigiano operasse a favore dei pazienti colpiti da malattie ematologiche.

Partita dal nulla, da un paese, San Fior, di poche migliaia di abitanti in prossimità di Conegliano e a circa 30 km da Treviso, ha saputo rapidamente costruire, con incrollabile tenacia e laboriosità, una associazione che è diventata un modello di riferimento per l’intero volontariato, non solo a livello locale ma anche a livello nazionale, come testimoniato dalla medglia d’oro per meriti sanitari ricevuta al Quirinale dalle mani del Presidente Carlo Azeglio Ciampi.

Ventidue anni fa, in provincia di Treviso, la quale conta circa 750.000 abitanti, non esisteva alcuna struttura ospedaliera dedicata specificamente al trattamento delle più severe patologie del sangue, ed i pazienti ed i loro famigliari erano costretti a dolorosi e faticosi viaggi della speranza presso diversi centri di Ematologia del Triveneto o anche presso sedi più lontane. Primo obiettivo della signora Pelos è stato perciò quello di sensibilizzare e coinvolgere le autorità sanitarie regionali circa la assoluta necessità di costruire una realtà ematologica assistenziale a Treviso, dovendosi scontrare, tuttavia, con molteplici resistenze politico-burocratiche, rinvii e promesse non mantenute.

Ma le sue doti di saper coinvolgere e motivare tante persone verso il fine di fare del bene a chi è più sfortunato e di non spaventarsi di fronte a nessun ostacolo, anche apparentemente insormontabile, la fiducia e credibilità che ha saputo rapidamente suscitare attraverso la assoluta trasparenza e onestà dei bilanci, la capacità di raccogliere fondi mediante innumerevoli iniziative, grandi e piccole, che quotidianamente vengono portate avanti dai volontari dei diversi Gruppi AIL della provincia trevigiana, nonché mediante donazioni da enti pubblici ma soprattutto dai pazienti e dai loro familiari, grati per la enorme disponibilità ed il sostegno morale e materiale elargiti da TrevisoAIL, hanno creato le condizioni per ottenere il via libera per l’istituzione di una struttura di Ematologia presso l’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso, ufficialmente operativa a partire dal 2001.


A dirigere tale struttura fu chiamato dall’Istituto di Ematologia ed Oncologia “L. e A. Sergnoli” dell’ Università di Bologna il dottor Filippo Gherlinzoni, affiancato da due medici, il dottor Piero Maria Stefani e la dottoressa Cristina Danesin. In partenza l’Unita’ Operativa di Ematologia includeva unicamente un Day Hospital ed una attività ambulatoriale, allocati presso spazi pre-esistenti, che ben presto si dimostrarono insufficienti per il rapido afflusso di un numero sempre maggiore di pazienti, provenienti anche da Aziende Sanitarie limitrofe.


Non esistevano ancora posti letto di degenza ordinaria, e solo grazie alla disponibilità del Primario di Medicina Generale del nosocomio trevigiano, dottor Giancarlo Foscolo, furono messi a disposizione i primi 6 letti completamente dedicati ai pazienti ematologici.

L’esigenza di un reparto autonomo di Ematologia era assolutamente ineludibile, e fu Treviso AIL a contribuire con un ingente sostegno economico alla sua progettazione ed alla sua realizzazione. L’apertura di tale reparto avvenne nel settembre 2003, alla presenza dell’allora Ministro della Sanità, professor Girolamo Sirchia. Si tratta di un reparto con 12 posti letto, dotato dell’impiantistica più moderna per ridurre la contaminazione degli ambienti da agenti infettivi, cioè di un impianto di condizionamento a filtrazione assoluta, nonché di filtri sanitari posizionati in corrispondenza dei due accessi in reparto.

E’ stato così possibile iniziare a trattare a Treviso pazienti ad altissimo rischio infettivo, quali, ad esempio, leucemie acute in induzione e consolidamento e ad intraprendere l’attività di trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche, in stretta sinergia con il Centro Trasfusionale dell’Ospedale.


E’ noto che una appropriata gestione dei pazienti con le più severe malattie ematologiche presuppone la dotazione di adeguati laboratori per la diagnosi, la prognosi ed il monitoraggio di tali malattie. TrevisoAIL si è fatto carico di finanziare l’acquisto delle apparecchiature necessarie alla nascita del Laboratorio di Citogenetica, nel 2003, e del Laboratorio di Biologia Molecolare, nel 2006, e di sostenere diversi contratti per biologhe e tecnici che operano in tali laboratori. Nel 2005 l’attività di Day Hospital è stata trasferita in alcuni locali più spaziosi ed accoglienti, in grado di garantire un adeguato livello di operatività a medici ed infermieri e soprattutto un miglior comfort per i pazienti ed i loro famigliari, tenendo presente che sono attualmente circa 8000 gli accessi annui a tale Day Hospital. I lavori per adeguare i locali alle necessità più moderne sono stati finanziati da TrevisoAIL.


All’interno di questo Day Hospital è presente una piccola “gemma”, fortemente voluta dalla signora Pelos, che testimonia della particolare attenzione verso il paziente che è alla base della Ematologia trevigiana. Si tratta di un punto di ristoro, aperto tutti i giorni dalle ore 7.30 alle ore 13, gestito dalle volontarie di TrevisoAIL e quindi completamente gratuito, dove i pazienti ed i loro famigliari possono fare colazione, sedersi ad un tavolino, scambiare alcune chiacchiere nell’attesa della visita o della esecuzione delle terapie, evitando, ad esempio, di accedere al bar del Presidio Ospedaliero, che è situato in una sede piuttosto lontana rispetto al Day Hospital e quindi scomodo da raggiungere soprattutto in caso di pazienti anziani o con difficoltà alla deambulazione.


Il ruolo indispensabile che TrevisoAIL ha svolto e svolge a favore della quotidiana attività dell’Ematologia di Treviso è dimostrata dal numero di contratti per giovani professionisti che essa finanzia. Allo stato attuale, usufruiscono di contratti su progetto 3 medici specialisti in ematologia, 4 biologhe, 2 psicologhe, 1 tecnica di laboratorio, 1 segretaria. Inoltre, sono finanziati da TrevisoAIL 2 medici specializzandi in Ematologia presso la Scuola di Specializzazione dell’Universit{ di Verona.

Costante è stata l’attenzione per la ricerca in campo ematologico, documentata in passato dalla istituzione di varie borse di studio per giovani ricercatori presso alcune Università del Triveneto. Attualmente, oltre a sostenere economicamente l’attivit{ scientifica nell’ambito del GIMEMA, Treviso AIL finanzia tre progetti di ricerca (sulla leucemia acuta mieloide, sui linfomi cerebrali e sul mieloma multiplo) che vengono portati avanti presso i Laboratori di Anatomia Patologica e del Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Treviso e presso il Reparto di Ematologia Pediatrica dell’Universit{ di Padova.
Tratto da Destinazione Domani Anno 3 n. 3 dicembre 2008
Per saperne di più www.ailtreviso.it

Donatella
Caro dottor Graziano (sì, perché noi ad Alleghe ti chiamiamo così), desideriamo scrivere un commento, un pensiero in merito all’attività svolta quest’estate, ad agosto, dal Gruppo di Alleghe e….

Nicole
Sono entrata a far parte del direttivo da poco tempo e non ho molte cose da raccontare in merito ma da subito ho avvertito un clima sereno e di collaborazione tra persone che dedicano.

Il nostro indirizzo

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“NUOVI TRAGUARDI”
Per la lotta contro le malattie del sangue O.N.L.U.S.
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