Altre manifestazioni

Si può fare!

Nel bicentenario dell’uscita del romanzo “Frankenstein” di Mary Shelley, Belluno Ciak ha voluto celebrare la ricorrenza portando in scena il proprio primo spettacolo teatrale, la parodia di quella già rappresentata in pellicola nel 1974 da Mel Brooks con il film “Frankenstein Junior”.
La commedia, intitolata “Si può fare” inizia con Mary Shelley che torna dall’aldilà con un ascensore, un po’ alticcia, per vedere l’ennesima storpiatura del suo capolavoro horror.
Il notaio Herr Rosenthal prende un misterioso cofanetto custodito nelle mani del barone Viktor Von Frankenstein, dipinto in un quadro e lo consegna al nipote che ha appena terminato la sua lezione universitaria. Frederick Frankenstein accetterà la sfida di rianimare la materia inanimata e per questo si recherà in Transilvania dove lo attende Igor, il servitore gobbo, che lo condurrà al castello.
Nella parodia si svelerà il segreto motivo per cui i cavalli imbizzarriscono sentendo nominare Frau Blucher, l’austera governante che si strugge per un amore mai corrisposto dall’antenato Viktor, di cui rimane solo uno strano quadro che, a volte, si muove.
La Creatura riuscirà a prendere vita, nonostante l’ispettore Kemp si prodighi per impedire l’esperimento?
La morale finale è affidata a Mary Shelley che attraverserà il palco ricordandoci chi è il vero mostro….
“Si può fare” è il frutto del lavoro di molte persone, durato dieci mesi e coordinato dal regista Franco Fontana, nostro socio; la sua presentazione al pubblico è organizzata in collaborazione con Nuovi Traguardi, che avrà modo di far conoscere la propria attività attraverso questo nuovo spettacolo.
I biglietti per il 14 aprile 2018 ore 20.45 a Quero, sono in prevendita dal giorno 15 marzo presso l’Edicola Albertina (Quero), la Locanda Solagna (Vas) e la Cartoleria da Milio (Alano di Piave) .
I biglietti per il 28 aprile 2018 ore 20.45 a Belluno (teatro comunale), saranno in prevendita dal 28 marzo presso la Libreria Tarantola (Belluno), il Bar Pavei (Belluno) e l’Estetica Glamour (Belluno).
Vi aspettiamo!

La locandina dell'evento

100 Km per rinascere verso…..Nuovi Traguardi

 

Il 4 agosto, una giornata calda e piena di sole, un poliziotto di nome Elvis ha voluto festeggiare il ritorno da Genova del suo amico e collega Franco con una corsa di 100 Km. Matto? Nooo! Lui è abituato a prestazioni di questo tipo; l’anno scorso, per esempio, insieme all’amico William Da Roit è stato artefice della “corsetta” Venezia-Marmolada, durata la bellezza di 46 ore.
Così è salito su di un tapis-roulant in piazza dei Martiri a Belluno ed ha corso quasi ininterrottamente per poco meno di 12 ore, non solo per salutare il ritorno del collega ma anche per aiutare Nuovi Traguardi a far conoscere i propri progetti in campo oncoematologico. Progetti che si possono tradurre sinteticamente così: cercare di favorire con tutti i mezzi disponibili la pronta adozione di ogni nuovo presidio diagnostico e terapeutico, in modo che i malati non siano penalizzati dalla segregazione geografica e dall’assenza di centri ematologici di secondo livello nella nostra provincia.
Elvis è riuscito in pieno nel suo intento: fin dalle prime ore del mattino molta gente ha condiviso la sua fatica correndo o pedalando per mezz’ora o un’ora su altri due tapis-roulant e due spin-bikes. Hanno partecipato anche alcuni nomi famosi dello sport come Oscar De Pellegrin, Silvia Marangoni, Daniele Cesconetto, Mattia De Paoli, Greta Vettorata, Andrea Fontana ed altri ancora.
Tutti i posti disponibili su spin-bikes e tapis-roulant sono stati occupati senza interruzioni durante la 12 ore di fatica di Elvis.
L’ultima “frazione” di 10-15 minuti ha visto la partecipazione di Franco e Luca Fontana, padre e figlio, rispettivamente ricevente e donatore del midollo osseo necessario per curare la malattia.
Una giornata davvero indimenticabile, all’insegna di sport e solidarietà: un connubio di valori che, come dice Luca Galimberti, sono tra i più profondi che ci siano al mondo. Migliaia le persone che hanno avuto modo di visitare lo stand di Nuovi Traguardi, conoscere gli obiettivi che l’Associazione è impegnata a peseguire e lasciare un’offerta.
A fine giornata le offerte raccolte erano pari a oltre 3700 Euro!
Grazie ad Elvis e Franco, grazie ai patrocinanti (Questura di Belluno, Polizia di Stato e Belluno Summer Run), agli sponsors (Cassa Rurale Val di Fassa e Agordino, Cattolica Assicurazioni, Ottica Zoldan, Giesse Risarcimento Danni, Miros Sport e Benessere, Mazzorana Sport), ai media locali (Gazzettino, Corriere delle Alpi, Telebelluno, Radio Belluno, Radio Più e Radio Cortina) e a tutti quelli che hanno voluto partecipare a qualsiasi titolo a questo meraviglioso evento.
Da parte nostra la soddisfazione più grande non riguarda tanto l’aspetto economico, quanto l’aver permesso di comunicare ad un vasto pubblico gli obiettivi che da sempre si pone l’Associazione. Ci auguriamo che questo, magari con una formula adattata, possa diventare un appuntamento a cadenza annuale, dedicato a far conoscere i progressi dell’Associazione verso…nuovi traguardi!

Il manifesto dell’evento

Elvis Secco…ancora fresco!

 

Franco Fontana: ha preferito portare a termine la sua fatica con il fresco della sera!

Luca, foglio di Franco e donatore del midollo osseo

 

Un giovanissimo biker

Fra i tanti eroi dello sport c’era anche lui!

 

Il dottor Pianezze di Nuovi Traguardi

Carla e Tullia, di Nuovi Traguardi

 

Le Majorettes della manifestazione

Il meritatissimo trionfo finale di Elvis

 

Il saluto delle autorità

Winter Classic: 2° edizione

Come promesso, sabato 30 gennaio allo stadio del ghiaccio di Pian Molin, i “Boce de San Tomas” hanno organizzato alla perfezione la seconda edizione di Winter Classic.
La manifestazione si è aperta con la sfida tra le giovanili under 8 e under 10 dell’Alleghe e del Pieve di Cadore Poi è stato il turno dell’amichevole tra la rappresentativa della Kanguro Alleghe e i migliori giocatori del torneo Agordino. Vittoria per per le Civette, che, come ogni anno, hanno partecipato di buon grado all’evento. Gli appassionati hanno così potuto godere di un bello spettacolo d hockey, con la presenza di discatori di tutte le età e provenienti da diverse aree della provincia che hanno dimostrato di saper coniugare magistralmente sport, solidarietà e sano divertimento!
La serata è continuata fino a tarda notte all’insegna dell’enogastronomia e della musica sotto il tendone riscaldato. Oltre che agli insuperabili Boce, dobbiamo un caloroso ringraziamento ai ragazzi della New Generation che hanno collaborato per l’organizzazione e ai tantissimi volontari (impossibile nominarli tutti) che hanno sgobbato per la buona riuscita della manifestazione.
In occasione della finale del torneo agordino, disputatasi ad Alleghe fra l’Alleghe “Old Timers” e l’Alta Badia “Hagaciuns” (e vinta dai Badioti), i Boce hanno consegnato al dr. Pianezze di “Nuovi Traguardi” il ricavato della seconda edizione di Winter Classic: 2500 Euro.
Un grosso grazie quindi agli organizzatori dell’evento, agli sponsors, ai giocatori giovani e meno giovani, agli arbitri, ai tifosi e a tutti coloro che ad ogni titolo hanno contribuito al buon esito dell’evento. Menzione di merito per i “Boce de San Tomas”: se non ci fossero bisognerebbe inventarli!

Le squadre giovanili dell’Alleghe e del Pieve di Cadore in posa per la foto ricordo

 

La consegna al dr. Pianezze dell’assegno da parte di due dei “Boce”

 

Grazie ai fratelli Ciliotta e al Coro Monte Civetta

Sabato 21, nella sala Stoppani ad Alleghe, Livio e Luca Ciliotta sono tornati a raccontarci uno dei loro viaggi. Questa volta hanno presentato una serie di bellissime foto e filmati sul deserto di Atacama e l’Isola di Pasqua.
Ha introdotto la presentazione il coro alpino Monte Civetta con l’esecuzione di alcuni brani molto suggestivi.
Fra la costa del Pacifico e l’impressionante sequenza di vulcani della cordigliera andina si distende il deserto di Atacama, una striscia di sabbia e di pietre dove la terra si spalanca sotto il sole e il vento soffia senza sosta. Un universo primordiale interrotto solo da vecchi villaggi dimenticati, pieni di leggende e misteri, e colline giallastre che nascondono un’immensa ricchezza: le miniere di rame e di nitrati più vaste del mondo.
Da San Pedro de Atacama, piccolo paesino di mille anime con case fatte di terra, mattoni e legno, Livio e Luca ci accompagnano a visitare i luoghi più suggestivi. Ecco che poco dopo l’alba sono sulll’altopiano di El Tatio, dove la terra vibra impercettibilmente; il sito è alimentato da ben 64 geyser dai quali salgono colonne di fumo bianco nell’azzurro terso del cielo per una visione indimenticabile. Verso occidente, la terra rimanda una luce bianchissima, un bagliore accecante che inonda tutto, fino all’orizzonte. È il deserto di Atacama, l’inferno rovente dove 500 anni fa sono andati a morire i cavalieri di Diego de Almagro, primo conquistatore del Cile incaico. Una striscia di sabbia e pietre, a cavallo del tropico del Capricorno. Lasciato alle spalle il deserto, ci accompagnano nella valle della Luna, una terra che non appartiene più a nessuno, soltanto al sole che la brucia di giorno e al freddo che la frantuma di notte. Attraversano luoghi che non sembrano neanche appartenere a questo pianeta. Più avanti salgono sulla Duna Grande, da dove si gode una spettacolare vista a 360 grandi su di un paesaggio che pare davvero lunare. Un impressionante miscuglio di forme, formazioni di sabbia e pietra scavate dal vento e dall’acqua; ci sono anche laghi rimasti senz’acqua con la superficie bianca per i depositi di sale che creano strane composizioni astratte. La valle è uno dei posti più secchi del mondo, dove alcune aree non ricevono una goccia di pioggia da centinaia di anni.
Ma non ci sono solo rocce e sabbia; ci sono piante che riescono ad adattarsi al clima arido di questo altopiano desertico. La più curiosa è la Llareta: è simile al muschio ma è in realtà una pianta millenaria, con una crescita media di un solo millimetro all’anno e con una forma molto compatta, atta ad evitare ogni dispersione di calore. Poi ci sono i secolari Cactus Candelabro. che ricavano l’acqua necessaria alla loro sopravvivenza dall’umidità dell’aria, che arriva dalla costa attraverso una nebbia chiamata localmente “Camanchaca”.
Poi è la volta della Valle della Morte, che prende il nome da un banale errore di traduzione. In origine si chiamava Valle di Marte per il paesaggio spettacolare, fatto di sabbia e rocce rosse, che richiama quello del pianeta rosso.
Lì vicino s’apre il Salar de Atacama, distesa di sale di rara bellezza che si estende per 300000 ettari e una larghezza di 100 chilometri. forse residuo d’un antico mare interno. Al centro si trova la laguna Chaxa, dove abitano e nidificano migliaia di fenicotteri rosa.
Livio e Luca dedicano una giornata alla salita del vulcano Lascar, 5592 metri, uno dei più attivi del nord del Cile. Poi si spostano più a nord: attraversano la regione del Tarapacà, un intrico di cordigliere, di steppe desertiche, di valli a strapiombo e pianure desolate, fino ad arrivare a Putre. Da Putre ci conducono al Parque nacional del Lauca, dove riprendono vigogne, guanachi, lama, alpaca, nandù e anche una vizcacha, grosso coniglio andino con la coda di scoiattolo. E ancora la spettacolare laguna di Chungarà, forse lo specchio d’acqua più alto del pianeta. La laguna, un tesoro inviolato a 4600 metri d’altitudine, ha acque di un incredibile color smeraldo ed è circondata da vulcani tra cui primeggia il Parinacota, gonfio di neve e di ghiaccio.
Poi un salto ad Arica, conosciuta come la città “dell’eterna primavera” per il suo gradevole clima, con una puntatina alle spiagge più belle, Chincorro e lisera, e al pittoresco molo di pescatori che attira pellicani e leoni marini.
Infine un volo di 3700 chilometri fino all’isola di Pasqua. Chiamata dai nativi “Te Pito o Te Henua”, o “l’ombelico del mondo”, per accompagnarci in uno scenario completamente diverso che incanta per la sua natura e la ricchezza archeologica. Il paesaggio polinesiano si complementa con più di 600 antichi e misteriosi idoli di pietra alti fino a 6 metri, chiamati Moai, che costellano l’isola e con i quali gli indigeni veneravano i loro antenati.
Il coro Monte Civetta ha chiuso la serata con l’esecuzione di “Signore delle cime”.
Grazie a tutti!

La locandina dell'evento

Winter Classic Prima Edizione

Un’edizione nostrana di Winter Classic per ricordare Armando, Gegi e Franca….L’idea era nata per la primavera 2014 ma le abbondanti nevicate ne avevano impedito l’attuazione!
Allora il tutto veniva rimandato all’inizio della stagione hockeistica 2014-2015; ma ancora una volta il tempo inclemente aveva messo i bastoni tra le ruote: troppo caldo, impossibile fare ghiaccio all’aperto!
Finalmente, domenica 8 febbraio si è potuto dar vita al progetto: una partita di hockey fra l’Alleghe serie B e una selezione di giocatori delle squadre del torneo Agordino.
Location della manifestazione il campo all’aperto di Pian Molin, preparato alla perfezione dai “Boce de San Tomas” (ancora loro!).
I giocatori indossavano maglie con i loghi di Nuovi Traguardi e dell’associazione Cucchini Agordino, confezionate appositamente per la partita e regalate dagli sponsors (PRIFA di Ortisei e Hockey Corner di Alleghe).
Ancora una volta il tempo è stato inclemente: l’incontro (terminato con la vittoria dell’Alleghe per 13 a 4) si è svolto sotto continue raffiche di vento gelido che portava neve sul campo e in faccia a giocatori e spettatori infreddoliti.
Alla fine della partita sono state messe in vendita le maglie: molte sono state acquistate dagli stessi giocatori come ricordo ed altre da tifosi, perfino di Milano!
Se il vento freddo ha un pochino rovinato la partita, in compenso ha favorito il consumo di vin brulé al bar adiacente in cui la gente entrava continuamente per sottrarsi alla bufera!
Metà del ricavato dell’intera manifestazione è stato devoluto alla nostra associazione (1200 Euro) e l’altra metà alla Cucchini Agordino.
Un grosso grazie quindi agli organizzatori dell’evento, agli sponsors, ai giocatori ed agli arbitri, ai tifosi a a tutti coloro che hanno contribuito al buon esito dell’evento. Menzione particolare ai “Boce de San Tomas” che non finiscono mai di stupire per la loro intraprendenza e generosità.
Infine un arrivederci a tutti per il prossimo anno. Gli organizzatori hanno infatti confermato la volontà di ripetere l’evento; speriamo che anche il tempo sia benevolo!

 

Il manifesto dell'evento
Foto di gruppo delle squadre della finale

Monte Ararat, l’Arca e il genocidio del popolo armeno

Il giorno 10 maggio, In occasione del centenario delle commemorazioni dell’olocausto degli armeni che ha portato allo sterminio di un milione e mezzo di persone, si è svolta presso l’asilo di Bolzano Bellunese una serata dedicata al monte Ararat. L’alpinista agordina Alice Prete ha presentato le fasi della scalata al monte Ararat con un gruppo di amici bellunesi, illustrando l’allestimento e preparazione del campo base, e quindi la salita vera e propria. Molto significativo il racconto delle giornate passate a contatto con le popolazioni locali, perlopiù pastori e nomadi, con la scoperta delle loro tradizioni e usanze profondamente diverse dalle nostre. Alice ha poi sottolineato la differenza fra due mondi così lontani, particolarmente in riferimento il ruolo della donna, assai poco considerata nella società armena.
Attraverso le pagine del libro pubblicato da poco, Tito De Luca ha ripercorso le atrocità del genocidio degli armeni in chiave narrativa, distinguendo due eventi, legati tra loro, che hanno portato alla morte milioni di persone: la campagna voluta dal sultano ottomano Abdul Hamid negli anni 1894-96 e le deportazioni degli anni 1915-1916 che vengono commemorate dagli armeni il giorno 24 aprile. Le ricerche effettuate da De Luca sono state lunghe e difficoltose, a causa sia delle asperità del terreno che del totale divieto delle autorità ad avventurarsi in queste zone, pena l’arresto immediato. Queste hanno portato alla scoperta di importanti siti archeologici con resti di abitazioni, macine, e purtroppo, di fosse comuni. Oggi è doveroso ricordare quanto è successo, perché lo sterminio di un popolo non venga cancellato o dimenticato.
Un centinaio di persone ha seguito con interesse l’evento e ha lasciato offerte a Nuovi Traguardi per un centinaio di Euro. Grazie ad Alice, Tito e tutto il pubblico presente!

La locandina dell'evento

Viaggio avventura in Patagonia

Venerdì 21 marzo alle ore 21, nella sala Stoppani ad Alleghe, Livio e Luca Ciliotta sono tornati a raccontarci uno dei loro viaggi. Questa volta hanno tenuto inchiodate alla poltrona una sessantina di persone per oltre un’ora con una serie di bellissime foto e filmati sulla Patagonia.
Il racconto del viaggio inizia dall’arrivo a Buenos Aires in dicembre (è estate in Patagonia) con un giro nella parte centrale: Casa Rosada, Cattedrale e quartiere San Telmo. Poi un giro nel quartiere italiano de La Boca, dove la maggior parte delle case, anche se fatiscenti, sono dipinte con vivaci colori. Per le strade ci sono musicisti, mimi, ragazzi che improvvisano bande musicali, coppie che ballano il tango; si capisce che non è un quartiere ricco ma comunque le persone si danno da fare per sbarcare il lunario.
Un breve viaggio in traghetto li porta sull’altra sponda del Rio de la Plata, in Uruguay, per una rapida visita a Colonia del Sacramento, la più vecchia città dello stato.
Poi via verso Ushuaya, la città più australe del mondo a tremila chilometri da Buenos Aires, nella Terra del Fuoco. La visita in battello del Canale di Beagle permette i primi incontri con la fauna locale: foche, leoni marini, pinguini e tante altre specie di uccelli.
Poi la visita al Parco Nazionale Lapataia nella foresta di lengas e coihues dove hanno filmato il sorprendente lavoro dei castori per costruire le dighe con i tronchi degli alberi.
Ancora una volta in traghetto, attraverso lo stretto di Magellano, lasciano Ushuaya diretti al Parco Nazionale Torri del Paine, in Cile. Durante il percorso i primi incontri con il guanaco e il nandù e la curiosa esperienza di un ponte pericolante dove a bordo dell’auto può restare solo l’autista e gli altri a piedi…
Poi le foto e le riprese mozzafiato delle Torri del Paine, prima dal lago Pehoé e poi dal Glaciar Torres, proprio alla loro base. Paine significa azzurro in lingua Mapuche (gli indios nativi della zona centro-meridionale del Cile e dell’Argentina) e l’aggettivo viene associato al nome del parco per la presenza di fiumi e laghi color turchese formati dalle acque di disgelo dei ghiacciai di Campo de Hielo Sur in questo settore.
Quindi lasciano nuovamente il Cile per tornare in Argentina, a El Calafate, ai margini del Parco nazionale Los Glaciares. Il fronte del ghiacciaio Perito Moreno, ripreso dal battello sul lago Argentino lascia letteralmente a bocca aperta! È una muraglia alta sessanta metri e lunga cinque chilometri il cui colore varia dal bianco, all’azzurro al verde smeraldo. La particolarità del Perito Moreno è che è un ghiacciaio in movimento per l’esistenza alla sua base di una sorta di cuscino d’acqua che lo tiene staccato dalla roccia. A causa di tale movimento il ghiaccio avanza di circa 2 metri al giorno. Quando il fronte del ghiacciaio raggiunge l’altra sponda del lago Argentino, forma una diga naturale che separa le due metà del lago. A causa di questo sbarramento il livello d’acqua della parte del lago chiamata Brazo Rico può risalire di oltre 30 metri rispetto al livello consueto. La pressione prodotta da questa massa d’acqua finisce per far crollare enormi guglie e blocchi o, più raramente, per far esplodere verso l’esterno enormi quantità di ghiaccio dando luogo ad un meraviglioso spettacolo.
Lungo la strada per raggiungere El Chalten ancora qualche bella immagine delle pianure steppose dominate dalla festuca e con i caratteristici arbusti di calafate, pianta considerata simbolo della Patagonia. Poi le prime foto da lontano del Fitz Roy e del Cerro Torre, straordinariamente quasi del tutto liberi da nuvole!
El Chalten è un piccolo agglomerato di case una accanto all’altra lungo la strada principale, fondato agli inizi del 20° secolo da coloni, proverbiale per l’ospitalità con cui accoglie alpinisti di tutto il mondo che vi arrivano per scalare le vette del Fitz Roy e del Cerro Torre.
Il giorno dopo salita verso la Laguna Torre con sullo sfondo il Cerro Torre, Punta Egger e le altre Aguje che svettano come dita di una mano verso il cielo quasi completamente azzurro. La parete verticale del Cerro Torre lascia impietriti per la sua grandiosità. Sulla cima si possono osservare i caratteristici funghi di ghiaccio, sempre in procinto di cadere a valle da un momento all’altro, che rendono tanto pericolose le ascensioni.
In questi luoghi riuscire a vedere le cime delle montagne non è mai semplice a causa dell’estremo clima patagonico che spesso le copre di nubi in tempesta. Infatti, anche per Livio e Luca il clima non è stato sempre gentile, “regalando” loro pioggia battente e vento insopportabile.
Ma, nonostante questa situazione tipica della Patagonia dove le quattro stagioni si alternano in un solo giorno, proprio alla fine del loro viaggio sono riusciti ad approfittare in un “buco” di bel tempo e salire fino al il “mirador del Fitz Roy” per portare a casa altre meravigliose immagini del gruppo. Il Fitz Roy è chiamato anche Cerro El Chalten. In lingua Tehuelche il termine significa “Montagna di Fumo”, o “Montagna che Fuma”. Ciò si deve alla caratteristica nuvola di aria gelata che sale dal Campo de Hielo Sur e sublima in piccoli cristalli di ghiaccio.
Alla fine della serata anche coloro che non conoscevano affatto questi luoghi hanno compreso come sia facile subire il loro fascino; soprattutto per gli alpinisti che vedono nei monoliti granitici dei gruppi Fitz Roy e Cerro Torre una sfida che non ha uguali al mondo.
Hanno anche compreso come sia difficile, sia pure in estate (inverno da noi), confidare nella clemenza del tempo e perché gli alpinisti stanno via dei mesi per un’ascensione che in condizioni normali potrebbe essere effettuata al massimo in tre o quattro giorni.
Infine, molti hanno cercato di mettersi nei panni degli scalatori per cercare di comprendere come, dopo settimane di frustrante attesa per una “finestra” di tempo buono, la voglia di assaporare la gioia della conquista li possa indurre ad affrontare subito la scalata, per approfittare del “regalo” senza attendere che la parete si scarichi della neve accumulata e la cima dei funghi di ghiaccio pericolanti.
Eliana e Paolo erano partiti con Maurizio in novembre del 1989 per scalare la parete ovest della Torre Egger, allora ancora inviolata. A Natale, dopo esasperanti settimane di maltempo avevano attrezzato il colle per raggiungere abbastanza rapidamente la parete ovest dal campo Maestri, ma ancora non c’erano state le condizioni meteo adatte per attaccare la scalata vera e propria.
Maurizio dovette rientrare per motivi di lavoro ma Eliana e Paolo decisero di rimanere sperando che finalmente arrivasse il bel tempo.
Bel tempo che finalmente arrivò dopo l’Epifania e permise loro di attaccare la parete; erano giunti a circa un terzo della via ma…. una maledetta scarica di neve e ghiaccio pose per sempre fine al loro tentativo.
Paolo era di Lecco ed Eliana di Alleghe; è stato doveroso e commovente ricordarli in questa serata che ci ha fatto meglio conoscere le amate montagne ai cui piedi sono ancora sepolti.
Sono state raccolte offerte per 365 Euro. Grazie a Livio, Luca e tutto il pubblico presente.

 
La locandina dell'evento

Kenia e Tanzania – Terre Masai

Venerdì 22 febbraio 2013 alle ore 21, presso la Sala Congressi Franceschini di Alleghe, i cadorini Luca e Livio Ciliotta hanno presentato un bellissimo filmato sul loro ultimo viaggio in Africa, avvenuto ad agosto 2012. Partiti da Nairobi con alcuni amici su due jeep in affitto, si sono diretti verso la Tanzania dove hanno costeggiato le rive meridionali dell’immenso lago Vittoria (68˙870 Km2, oltre 1/5 della superficie dell’Italia) ed hanno visitato il Rubondo Island National Park.
In seguito si sono diretti verso est per visitare il Serengeti National Park e poi la Ngorongoro Consevation Area dentro l’enorme cratere di un vulcano inattivo, quindi ancora a sud per visitare il Lake Manyara National Park.
Poi ancora verso est e l’Arusha National Park dove sono saliti fin quasi in cima al Mount Meru, un vulcano attivo, fratello minore del Killimanjaro; purtroppo sono stati fermati da una scarica di pietre che ha ferito, per fortuna non gravemente, la loro guida.
Ovviamente hanno fotografato e filmato (talvolta fin troppo da vicino) una miriade di leoni, iene, elefanti, giraffe, zebre, gnu, antilopi, fenicotteri e molti altri animali nel loro spettacolare ambiente naturale.
Natura avvincente. Ma non meno avvincenti i contrasti fra la vita quotidiana degli abitanti dell’occidentalizzato centro di Nairobi, con un tasso di criminalità (soprattutto rapine) che le hanno valso il nomignolo di “Nairobbery”, quella degli abitanti degli slum (le baraccopoli che circondano la città) con tassi spaventosi di sieropositività per AIDS (60% nello slum più povero, quello di Mitumba) e quella degli allevatori transumanti Masai incontrati durante il viaggio: un popolo fiero che vuole rimanere ancorato alle proprie radici ma sempre più esiguo a causa della riduzione dei pascoli e dell’inserimento nel mondo del lavoro e nelle strutture dello stato.
Ancora una volta Luca e Livio Ciliotta hanno offerto al pubblico presente (poco per la verità) un entusiasmante e sfaccettato spaccato di vita africana.
Sono state raccolte offerte libere per 210 Euro.
Grazie Livio, grazie Luca, a nome di tutti i malati oncoematologici della nostra Provincia!

Collage di immagini di viaggio

Consegnato il ricavato de “Na corseta par i troi”, edizione 2012

Come da qualche anno a questa parte, domenica 30 settembre 2012, in occasione della festa patronale di Lastreghe, gli organizzatori di “Na corseta par i troi” hanno consegnato alla nostra Associazione parte del ricavato della manifestazione svoltasi a giugno.
Il comitato frazionale ha organizzato un succulento pranzo, seguito da una gara di briscola e dal gioco della tombola, che ha visto la festosa partecipazione di tutta la popolazione di Lastreghe, per buona parte in veste di volontari.
A testimonianza del lodevole impegno sociale che li distingue, gli organizzatori hanno voluto invitare anche quest’anno gli ospiti della casa di riposo di Ponte nelle Alpi.
La somma devoluta, 500 Euro, sarà usata per finanziare uno dei tanti progetti che Nuovi Traguardi ha già avviato o si accinge ad avviare. Un rinnovato grazie di cuore a tutti per la fiducia e per la sensibilità dimostrata nei confronti dei pazienti bellunesi che soffrono di leucemia, linfoma o mieloma.

Durante il pranzo...
La consegna del contributo al dr. Pianezze di Nuovi Traguardi

Africa fuori dai sentieri battuti

Sabato 21 luglio alle 21, grazie alla generosità del Comune e della Comunità montana agordina che ci hanno ospitati nella bellissima sala Don Tamis di Agordo, i fratelli cadorini Livio e Luca Ciliotta hanno presentato foto e filmati del loro ultimo viaggio-avventura in Namibia e Botswana.L’evento era dedicato alla raccolta fondi, necessari per fronteggiare gli ultimi importanti impegni assunti da Nuovi Traguardi (borsa di studio per specialista ematologo ed assistenza psico-oncologica).
Il poco pubblico presente, non più di cinquanta persone, ha potuto godere di un’ora e mezza di spettacoli mozzafiato.
Livio e Luca ci hanno mostrato incontri più o meno ravvicinati con elefanti, giraffe, coccodrilli, ippopotami, leoni, zebre, springbok, orici, gnu, impala, iene, sciacalli, leopardi, facoceri, babbuini, struzzi, cicogne, aquile, aironi, avvoltoi e pipistrelli, tutti ripresi nel loro ambiente naturale.
E ancora i selvaggi ed incontaminati paesaggi della piana di Etosha, del delta dell’Okavango, delle cascate Epupa sul fiume Kunene e una lunga serie di indimenticabili tramonti.
E ancora la visita alle migliaia di incisioni rupestri di Tsodilo Hills (patrimonio UNESCO dal 2007) e alle Gcwihaba Caves, spettacolari grotte in roccia dolomitica strapiene di fossili (e di pipistrelli con relativo guano), anch’esse candidate a patrimonio UNESCO nel 2010.
E ancora i rari incontri con le tribù locali di etnie San e Himba, con le donne Himba dal corpo coperto con una mistura rossa a base di burro, ocra ed erbe.
E i guadi incerti con le auto fuoristrada nella piana allagata o lungo i valichi su strade appena accennate e dalle pendenze vertiginose…
Insomma, gli appassionati di avventura e natura incontaminata che sono mancati all’appuntamento hanno perso l’opportunità unica di rivivere assieme agli autori la loro entusiasmante esperienza.
Ma non è detto che non li potremo rivedere ad ottobre per farci raccontare con altre splendide immagini il loro prossimo viaggio in programma ad agosto.

Collage di immagini di viaggio

Na corseta par i troi, edizione 2012

Il Giro Podistico che si snoda attraverso il suggestivo borgo di Lastreghe, nel comune di Ponte nelle Alpi, è senza ombra di dubbio uno dei percorsi più amati dagli appassionati di questo sport.
La manifestazione che si è svolta domenica 10 giugno ha visto la numerosa partecipazione di atleti e non, in un binomio di sport e aggregazione sociale che ha fatto sì che “la corseta par i troi” diventasse un appuntamento di rilievo a coniugare sport e partecipazione popolare, competitività e volontariato. Infatti anche quest’anno il comitato frazionale di Lastreghe ha voluto devolvere parte del ricavato della manifestazione all’Associazione Nuovi Traguardi per la lotta contro le malattie del sangue, ad indicare l’importanza di sostenere le numerose attività svolte da questa associazione per gli ammalati della nostra provincia.
La gara ha visto il successo nel percorso di 10 km di Claudio Cassi con il tempo di 37:06 davanti ad Alessandro Tibolla, mentre per le donne ha avuto la meglio Deborah Entilli con il tempo di 47:56. Da segnalare il gruppo più numeroso delle G.S. Birre Medie con ben 24 iscritti.

Tutti pronti al via
Durante la consegna dei premi

Alpini e begonie a Feltre

Grazie alla preziosa collaborazione degli alpini della sezione di Feltre, coordinati dal vice-presidente sezionale Paolo Zanella, è stato possibile realizzare uno stand per la vendita di begonie a scopo solidale presso il nuovo centro commerciale del Famila di Feltre, nel giorno 13 maggio. L’iniziativa aveva lo scopo di diffondere e promuovere nel feltrino le numerose attività dell’associazione NT, a favore dei malati oncoematologici della nostra provincia.
I fiori, colorati e bellissimi, hanno consentito di raccogliere fondi per il finanziamento di una borsa di studio per un medico ematologo da impiegare presso il laboratorio analisi dell’ospedale di Belluno.
Un caloroso ringraziamento per la generosità e l’aiuto va dato al gruppo alpini e ai volontari che hanno prestato gratuitamente il loro tempo.

La nostra socia Mara con gli alpini di Feltre
Le coloratissime begonie

Consegnato il ricavato de “Na corseta par i troi”, edizione 2011

Durante la consegna del contributo

Domenica 25 settembre, in occasione della festa patronale di Lastreghe, gli organizzatori di “Na corseta par i troi” hanno consegnato alla nostra Associazione il ricavato della manifestazione svoltasi a giugno.
La somma devoluta, 500 Euro, sarà usata per finanziare uno dei tanti progetti che Nuovi Traguardi ha già portato o si accinge a portare in porto. Grazie a tutti per la sensibilità dimostrata nei confronti dei pazienti bellunesi che soffrono di leucemia, linfoma o mieloma.

“Na corseta par i troi”, edizione 2011
tratto dal “Corriere delle Alpi” 13 giugno

LASTREGHE.

Un ancora acciaccato Claudio Cassi vince sui sentieri di casa la “Na corseta par i troi”, la non competitiva di Lastreghe che per la sua 12ª edizione ha richiamato al via 225 podisti. Sul percorso reso molto impegnativo e scivoloso dalle abbondanti precipitazioni di quest’ultimo periodo, Cassi ha atteso la breve ma difficile salita nel parco della Vena d’Oro per staccare Mario Scanu, secondo a meno di 30″. Tra le donne, agevole successo per Francesca Rossi davanti ad una Deborah Entilli nuovamente sul podio dopo Paiane.
Darko Viel è stato il più veloce nella gara breve vinta, tra le ragazze, da Lorena Nard; tra i gruppi si è imposto il Poiana. Ultimi premi per Federico Levis, il più giovane con soli 9 mesi, e per Alberto Nadalet e Vittorina De Pizzol, i meno giovani.
10 km maschile
: 1. Claudio Cassi 35:31; 2. Mario Scanu 35:50; 3. Mauro Munaro 36:24; 4. Giacomo Vettorel 36:30; 5. Ruggero Berolo 37:12; 6. Federico Pat 37:53; 7. Giuseppe Pongan 38:16; 8. Alessandro Tibolla 39:13; 9. Toni Barp 39:17; 10. Roberto Sacchet 39:22; 11. Luigino Nessenzia 39:25; 12. Fiorello Pianon 39:31; 13. Riccardo Ebo 41:04; 14. Daniele Case 41:11; 15. Cristiano Zanella 42:06; 16. Sandro D’Agostini 42:12; 17. Andrea Caproni 42:26; 18. Antonio Filippin 43:01; 19. Angelo Bianchet 43:32; 20. Gabriele Toffoli 43:45. 10 km maschile dal 1986 al 95: 1. Andrea Casagrande 1.10:04. 10 km maschile dal 1976 al 85: 1. Alessandro Tibolla 39:13. 10 km maschile dal 1966 al 75: 1. Giacomo Vettorel 36:30. 10 km maschile dal 1956 al 65: 1. Luigino Nessenzia 39:25. 10 km maschile dal 1946 al 55: 1. Virgilio De Biasio 48:29.
10 km femminile: 1. Francesca Rossi 47:37; 2. Deborah Entilli 49:11; 3. Gabriella Bortot 50:08; 4. Angelina Castaldo 50:49; 5. Martina De Bastiani 51:45; 6. Michela Munaro 51:52; 7. Alida De Filip 53:13; 8. Katia Moret 53:57; 9. Fiorenza De Col 54:19; 10. Martina Perot 54:36; 11. Manola De Vettor55:05; 12. Enrica Ganz 56:06; 13. Carmen Savaris 56:19; 14. Laura Tonizzo 56:30; 15. Isabella Tamburlin 58:10; 16. Jessica Moro 59:15; 17. Elisabetta Cappello 1.00:00; 18. Luigina Salvagno 1.00:15; 19. Sabrina Sperandio 1.00:46; 20. Cinzia Loat 1.00:48. 10 km femminile dal 1986 al 95: 1. Alida De Filip 53:13. 10 km femminile dal 1976 al 85: 1. Martina De Bastiani 51:45. 10 km femminile dal 1966 al 75: 1. Katia Moret 53:57. 10 km femminile dal 1956 al 65: 1. Angelina Castaldo 50:49. 10 km femminile dal 1946 al 55: 1. Luigina Salvagno 1.00:15.
4 km maschile assoluta: 1. Darko Viel 21:04. 4 km maschile dal 1996 al 2000: 1. Kevin De Francesch 24:19; 2. Nicola Rognoni 24:20; 3. Denny Maraga 24:21. 4 km maschile (2001/2005): 1. Alessandro Bellucco 21:40; 2. Davide De Prà 30:19; 3. Thomas Nessenzia 51:21. 4 km maschile dal 2006 al 2011: 1. Davide Costantini 38:59; 2. Cristian Bellucco 41:37; 3. Elia Nessenzia 1.15:49.
4 km femminile assoluta: 1. Lorena Nard 22:05. 4 km femminile dal 1996 al 2000: 1. Francesca De Colò 23:40; 2. Petra Viel 25:12; 3. Claudia Fontanive 25:48. 4 km femminile dal 2001 al 2005: 1. Anna Roccon 28:42; 2. Tania Secco 30:25; 3. Sara Cossalter 51:40. 4 km femminile dal 2006 al 2011: 1. Siria Reveane 1.14:50; 2. Ilary Nessenzia 1.29:42.
Gruppi: 1. Poiana 25 iscritti; 2. G.S. Birre Medie 17; 3. Quantin 16.

Un momento della gara

“Na corseta par i troi”, edizione 2010

Si è svolta anche quest’anno la tradizionale corsa podistica non competitiva “na corseta par i troi” a Lastreghe di Ponte nelle Alpi. In programma c’erano due percorsi: uno breve di 4 Km e uno di 10 Km ricavati su un tracciato vario ed impegnativo che si è snodato tra i prati e i cortili della piccola frazione pontalpina dove i numerosi e accaldati partecipanti hanno dato vita alla manifestazione.
Molto suggestivo il tratto che ha portato i concorrenti fino al parco della vena d’oro, allietato dalla splendida giornata di sole e dai numerosi punti di ristoro ottimamente forniti per l’occasione dagli organizzatori. La gara è stata dominata da Giacomo Vettorel che ha percorso l’intero tracciato in 37’25’’ e da Paola Dal Mas in 45’28’’, ma non sono mancati i concorrenti che hanno affrontato il percorso con spirito gioviale e disteso, per nulla interessati a fare il risultato. Per quanto riguarda la speciale classifica per gruppi, il più numeroso è risultato Quantin, davanti ai trichianesi del Poiana e alle Birre Medie che si sono presentati con oltre venti atleti. Al termine delle premiazioni è stata eletta la nuova Miss “na corseta par i troi” 2010 tra tutte le sportivissime ragazze che hanno partecipato alla manifestazione. A tutti i partecipanti è stato donato un simpatico omaggio. Il ricavato è stato devoluto a Nuovi Traguardi, a testimonianza che si può fare solidarietà anche correndo e partecipando. E magari divertendosi.

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